Premio Bartolo Cattafi

Crescita
Non posso modellarla con dolcezza
su sé stessa cresce
precipitosamente
e m’invade la stanza
stravolta infuria
stride con l’unghie ai vetri
la mente tesa al punto di rottura
l’insania ansante
l’insania che con gesti
graffianti già esce
– fuori si traduce – dalla mente
[da L’allodola ottobrina]

Bartolo Cattafi, nato a Bartolo CattafiBarcellona Pozzo di Gotto (Messina) nel 1922 e morto a Milano nel 1979, esordisce nel 1951 con la plaquette Nel centro della mano, seguito da Partenza da Greenwich (’55) e dal primo volume riassuntivo, Le mosche del meriggio (1958).

Dopo i primissimi passi ancora legati all’esperienza ermetica, la sua poesia si sviluppa in parte legandosi alla concretezza e alla poetica in re della cosiddetta “Linea Lombarda”, dalla quale peraltro si discosta per una fortissima propensione alla costruzione del testo per vive sequenze di immagini, o, come scrive Stefano Giovanardi, per la mediazione “dell’investimento simbolico che il soggetto compie nella sua percezione del reale”.

Cattafi è poeta di grande estro naturale, che nel corso del tempo, per citare questa volta un poeta e critico come Giovanni Raboni, che si è sempre occupato attivamente della sua opera, curandone le maggiori scelte antologiche, ha compiuto un passaggio “non brusco, ma netto, da una prevalente figuratività a una prevalente figuralità, da un registro sostanzialmente descrittivo e narrativo a un registro sostanzialmente astratto-speculativo”.

Dopo le raccolte già citate, Cattafi pubblica nel ’64 uno dei suoi libri maggiori, L’osso l’anima, in cui tensione analogica e aperture colloquiali vengono a mescolarsi in impasti di netta originalità. Negli anni di piena affermazione della neoavanguardia (come avviene del resto anche per il suo coetaneo e affine Luciano Erba) Cattafi tace, non pubblica e neppure scrive per un periodo di otto anni, fino al rientro, avvenuto nel ’72 con L’aria secca del fuoco. È un tempo di produzione quasi fluviale.

Il poeta siciliano scrive moltissimo, e scegliendo all’interno di un materiale amplissimo, pubblica altri tre libri: La discesa al trono, Marzo e le sue idi e L’allodola ottobrina (rispettivamente del ’75, ’77 e ’79). Aggredito dalla malattia, introduce in quest’ultimo libro (che verrà seguito dal postumo Chiromanzia d’inverno nell’83) toni sempre più cupi e una circolante ed emozionante prefigurazione della morte, che lo coglierà a soli cinquantasette anni.
[via poetilandia]

La Città di Barcellona Pozzo di Gotto, in collaborazione con la Pro Loco di Barcellona Pozzo di Gotto e l’Università degli Studi di Messina, per onorarne la memoria, bandisce il «Premio Cattafi 2007 – Città di Barcellona Pozzo di Gotto» . Possono partecipare al Premio autori italiani viventi di poesie edite, solo in lingua italiana, dal mese di maggio 2006 al mese di dicembre 2007. Termine ultimo di presentazione delle opere è il 29 febbraio 2008.

Il Bando del Premio Cattafi.

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