Dal Paese Albergo all’albergo diffuso…

… fino a giungere alla “qualità condivisa”.

Con il nuovo “codice dei beni culturali e del paesaggio”, che ha visto l’introduzione unitaria di una pluralità di interventi legislativi, si è giunti ad un riassetto della policy nell’ambito dei beni culturali.

In questa cornice di riferimento nel progetto, avviato con atto di impulso degli organismi capi fila del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto e del Consorzio “Tindari – Nebrodi”, è stata prevista la sotto-misura afferente la “Internazionalizzazione e valorizzazione dei beni culturali” presenti sul territorio comprensivo dei 23 comuni, che vanno da Sant’Angelo di Brolo, attraversando Patti e Barcellona Pozzo di Gotto, fino ad arrivare a Milazzo.

Il compito di tale progetto si sostanzia nella valorizzazione del patrimonio culturale presente sul territorio che è costituito da immobili storici e di pregio e su un’antropologia, che, nel tempo, si è sedimentata fornendo un vero e proprio tesoro di conoscenze, sapienza e informazione, tese a enucleare l’acquisita civiltà di un territorio e di una comunità.

In questo contesto, in cui si combinano elementi materiali ed immateriali, il progetto mira a gestire ed orientare in maniera condivisa e partecipata il “ben di Dio” presente sul territorio: primario obiettivo è quello di fare ri-emergere quella cultura dal sottosuolo dei tempi e dalla memoria al fine di consentire la diffusione di una consapevolezza che mira a ricucire progressivamente quel rapporto dialettico tra la popolazione e le istituzioni; ed in via successiva si è provato a valorizzare i beni presenti, mediante la realizzazione di quelle condizioni, che consentono una migliore fruizione del bene, privato pubblico o diffuso (come il paesaggio) che sia, con il conseguente ulteriore effetto di “ricondurre a sistema” tutte quelle attività suscettibili di assicurare la migliore destinazione del bene medesimo.

La misura mira a valorizzare i beni, le informazioni e le conoscenze, incrementandone il carattere e la potenzialità, anche declinandoli al plurale, ovverosia consegnando strumenti, servizi e metodo per implementare la fruizione di una molteplicità di risorse culturali, monumentali, paesaggistiche, pubbliche e private, che rappresentano per un frangente una testimonianza di civiltà e per altro verso assumendo il ruolo di attrattore turistico. Sicché in siffatta maniera si realizza nel contempo una promozione dell’identità di una comunità e ciò costituisce un momento di sviluppo del territorio.

E’ un modo aggiornato di saper vedere unità e complessità sul territorio e di trarne e propagare un vantaggio diffuso. Si perviene così alla emersione di un’abbondanza di risorse che erano state coperte dall’oblio e che meritano, provviste di un quid pluris, di rivestire un valore aggiunto alla proposta di servizi che con il sistema di “paese albergo” si intende approntare, accompagnare e condurre alla fase esecutiva.

Tale esperienza ispira anche un momento di programmazione in cui le capacità professionali e l’iniziativa privata si mettono in relazione con le potenzialità territoriali diffuse, la cui sintonizzazione spinge verso una organizzazione in cui “il fare bene insieme” costituisce la cifra contemporanea di un percorso teso a costruire un modo sinergico e produttivo del fare cultura.

Si sperimenta, nell’incedere sulla strada prescelta, come il bene culturale, presente sul territorio si coniughi felicemente con l’organizzazione dei servizi seguendo un modello gestorio in grado di dare al settore del tempo libero un dinamico e particolare significato. A tal fine si è promosso un forte incoraggiamento e sostegno delle iniziative private e creando le condizioni perché esse possano tornare a fecondare e diffondere ricchezza.

L’idea, portata avanti, permette di proiettare la realtà della costa tirrenica, che và dai Nebrodi a Tindari a Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo in una dimensione nuova ed allargata di paese, che trae linfa e forza dal proprio ventre per divenire paese che impara a dare significati e valori aggiornati ad un territorio, che per assenze ed omissioni, stava correndo il rischio di desertificarsi nella sua natura ed inaridirsi nell’anima.

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